Ripple

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Il mondo delle criptovalute è attualmente dominato da Bitcoin ma ci sono due rivali che gli analisti finanziari ritengono possano seriamente cambiare le gerarchie nei prossimi mesi. Una è Ethereum, che ti illustriamo dettagliatamente altrove, l’altra è Ripple. In questo articolo ti parliamo proprio di quest’ultima e del suo successo.

Storia di Ripple

Ripple, la cui sigla è XRP, ha fatto il suo ingresso sul mercato nel 2013 e in questo quinquennio ha sempre accresciuto il suo valore. Il suo nome sta ad indicare sia la moneta digitale sia la rete attraverso la quale funziona. Con la crescita esponenziale del Bitcoin tantissime persone si sono avvicinate al mondo delle criptovalute e di conseguenza anche a Ripple.

Siamo di fronte ad una valuta digitale, non materiale e fisica, che nasce da internet con un protocollo messo a punto da OpenCoin e dai suoi fondatori Chris Larsen e Jed McCaleb. Ripple sta acquistando una sempre maggiore notorietà ed ha recentemente annunciato ben cinque partnership prestigiose.

Due riguardano le banche Itaú Unibanco del Brasile e IndusInd dell’India, mentre le altre tre arrivano da parte di società che operano nel settore del money transfer: InstaReM (Singapore), Beetech (Brasile) e Zip Remit (Canada).

È stato ampiamente già dimostrato come il sostegno di banche e società finanziarie aiuti notevolmente il rialzo delle quotazioni delle criptovalute. Questi nuovi partner utilizzeranno la rete di Ripple per semplificare i pagamenti internazionali in tempo reale.

Come funziona Ripple

I creatori di Ripple hanno messo in chiaro fin da subito il loro obiettivo: supplire agli svantaggi e alle difficoltà di Bitcoin e sorpassare quest’ultimo. Per fare ciò questa criptovaluta utilizza un sistema monetario peer-to-peer, cioè “alla pari”. Ci si propone in tal modo di diminuire o rimuovere del tutto i costi di intermediazione che riguardano le transazioni finanziarie, costi presenti in quantità considerevoli quando si a che fare con banche e carte di credito.

Il funzionamento di Ripple è del tutto analogo a quello del Bitcoin: le transazioni avvengono su una piattaforma decentralizzata attraverso una rete open source. Tutti gli sviluppatori possono per questo motivo effettuare delle modifiche, rispettando sempre le norme fissate per questa criptovaluta. La rete di Ripple è suddivisa in tre settori che consistono in un network di pagamenti, in una borsa e infine nella vera e propria moneta digitale (XRP).

Alla base di Ripple c’è un meccanismo di fiducia che si esplicita nei crediti IOU, che sta per “I Owe You”. Questi crediti vengono inviati e ricevuti e poi convertiti in denaro reale all’interno dei gateway Ripple. Ogni transazione (e quindi ogni debito) avviene unicamente tra utenti legati da un rapporto di fiducia ed è istantanea, gratuita e irreversibile.

Nella rete di Ripple non circola nessun altra valuta e la criptovaluta Ripple funziona solo in questa rete.

I vantaggi dell’utilizzare Ripple

Utilizzando una criptovaluta tra le prime del mercato come Ripple spenderai molto meno (talvolta anche niente) in commissioni bancarie. Rispetto al Bitcoin in Ripple esistono registri di transazioni denominati “Ledger”, che servono a monitorare gli scambi che avvengono e riescono a finalizzare le transazioni nel giro di pochi secondi.

Altra caratteristica vincente e comodissima per l’utente è il trasferimento senza continuità di forma, il che significa, per fare un esempio, che posso mandare del denaro in dollari ad un utente che lo riceverà in euro.

Un punto di forza indiscusso di Ripple, soprattutto rispetto a Bitcoin, è la velocità delle transazioni che avvengono in media in un arco temporale di 2-5 secondi. Se si considera che con i Bitcoin ci vogliono più o meno 10 minuti si comprende bene il vantaggio e il meccanismo differente posto alla base di questa criptovaluta.

Inoltre Ripple può tracciare qualsiasi asset, mentre Bitcoin si occupa soltanto dei movimenti della sua criptovaluta.

Come investire in Ripple

Devi sapere che la criptovaluta Ripple (XRP) si può dividere in sei decimali, con l’unità minore denominata “drop”. Un milione di drop equivalgono ad un Ripple. Se il tetto massimo di unità estraibili per il Bitcoin è pari a 21 milioni i Ripple hanno un numero massimo di 100 miliardi di unità, tutte già create e distribuite unicamente da OneCoin. Non c’è da effettuare insomma, come nel caso di Bitcoin ed Ethereum, nessuna operazione di mining.

È possibile ottenere dei Ripple scambiandoli con altre criptovalute come Bitcoin ed Ethereum. Ti servirà un portafoglio elettronico (wallet) ed effettuare un deposito iniziale di 50 Ripple attraverso OpenCoin o acquistandoli sul sito di Ripple.

Conclusioni su Ripple

A differenza di Bitcoin, col nome Ripple si identifica come abbiamo visto anche una rete oltre che una criptovaluta. Con Ripple potrai beneficiare di una velocità imbattibile nelle transazioni e tracciare ogni valuta tu desideri.

E non essendoci operazioni di mining da attuare non dovrai disporre di un hardware importante né consumare grandi quantità di energia elettrica. Per questo sempre più persone si stanno orientando verso Ripple, nonostante i diversi passi che questa criptovaluta deve ancora compiere per diventare leader del mercato.

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